La Cour Royale

Louis-Jean-Marie de Bourbon, duca de Penthièvre

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marquise de Créquy
view post Posted on 29/12/2013, 15:25 by: marquise de Créquy     +1   -1




I Parte


Louis-Jean-Marie de Bourbon, duca de Penthièvre, fu uno degli ultimi eredi dei figli legittimati di Luigi XIV e di Madame de Montespan. Nato a Rambouillet il 16 novembre 1725 quando il padre, il conte di Tolosa, aveva quarantasette anni e non aveva ancora avuto figli dal suo matrimonio con Marie-Victoire-Sophie de Noailles di trentasette anni. Fu battezzato nel 1732 nella cappella della reggia di Versailles, Luigi XV fu suo padrino e la Regina sua madrina.

La sua educazione fu affidata alla contessa de Marcé e l’istruzione scientifica e letteraria all’abate Quénel, suo precettore, inoltre furono attaccati alla sua persone un governatore e dei sottogovernatori come il Marchese de Pardaillan, M. de Lizardet e M. de La Clue, tutti e tre gentiluomini e con carriera militare nella marina, qualità quest’ultima essenziale se si voleva che il piccolo duca succedesse a suo padre nella carica di Grande Ammiraglio e quindi aveva bisogno di fare uno studio speciale, non certo nell’arte della nautica, di cui non avrà mai padronanza, ma di termini tecnici di quest’arte. La madre, per tenere vicino a sé il figlio, fece costruire sullo stagno di Rambouillet una flottiglia improvvisata di barche la cui direzione era affidata a vecchi marinai venuti dalla Bassa Bretagna.

Arrivata l’epoca in cui il giovane principe doveva essere tolto dalle mani delle persone che avevano avuto cura della sua prima educazione, fu affidato a due bravi ufficiali di terra e di mare: M. de Saint-Peret, maresciallo di campo e il Cavaliere de Crénay, vice ammiraglio, che doveva iniziarlo al mestiere delle armi.

Il 1 dicembre 1737 muore a Rambouillet il conte di Tolosa, all’età di 60 anni. Il Re affida la piccolo principe la carica di “Grand Veneur” come pure il reggimenti di fanterie e di cavalleria del defunto, i quali lasciarono il nome di “Tolosa” per prendere quello di “Penthièvre”. Poco prima Luigi XV l’aveva investito della “survivance” dei titoli di Grande Ammiraglio e di governatore della Bretagna, cariche possedute dal Conte di Tolosa.
La vita militare del duca de Penthièvre comincia nel 1742 ed ebbe subito una parte brillante nella battaglia di Fontenoy. Sicuramente il duca di Penthièvre aveva del coraggio, era temerario come il padre e come tutti quelli della sua razza, come tutti i principi dovevano esserlo o almeno apparire. Dalla disfatta della battaglia di Dettinghen, il Maresciallo de Noailles, suo zio, l’aveva segnalato all’attenzione di Luigi XV e nello stesso tempo il Maresciallo de Saxe aveva reso al sovrano un altro resoconto molto favorevole del giovane duca.

Nel 1742 il duca di Penthièvre e il duca di Chartres, che avevano la stessa età combatterono una battaglia in Olanda sotto gli ordini del Maresciallo de Noailles. L’anno seguente i due principi del sangue furono riuniti agli altri principi, il conte de Clermont, il principe di Dombes e il conte d’Eu per una campagna sul Meno, dove gli Inglesi comandati da Giorgio II in persona e suo figlio, il duca di Cumberland, volevano tentare il passaggio.
Nel 1744 il duca di Penthièvre viene nominato luogotenente generale e in questa veste deve accompagnare il Re nella campagna di Germania che stava per iniziare, ma colpito da febbre con tutti i sintomi del vaiolo, fu obbligato, per qualche tempo, a restare a riposo. Nella stessa epoca il Re cadde gravemente malato a Metz e, appena convalescente, il giovane duca andò al suo capezzale. La febbre riapparve e il duca di Penthièvre passò ancora qualche tempo con sua madre, la quale madre, mentre infuriava la guerra e mentre la malattia attanagliava il figlio,pensava bene al matrimonio di quest’ultimo.

Il 29 dicembre 1744 il duca si unì ad una delle sue parenti, a Marie-Thérèse-Felicité d’Este, figlia del duca di Modena e di Charlotte-Aglaé d’Orléans.

Il ritorno dalla campagna militare del 1745 portò al duca la gioia di un figlio che nacque il 2 gennaio 1746 e ricevette il titolo di duca de Rambouillet. Il duca non godette a pieno di questo evento perché nel giro di qualche mese dovette andare in Bretagna dove lo chiamava il suo ruolo di Governatore. Di ritorno a Rambouillet lo attendeva la duchessa che gli presentò, come benvenuto, un secondo figlio,Louis-Alexandre-Joseph-Stanislas de Bourbon, nato il 6 settembre 1747 e che fu titolato Principe di Lamballe.

A pace firmata il duca e la duchessa passarono il loro tempo a fare beneficienza e a visitare i loro vasti domini, ma il loro soggiorno preferito era Rambouillet, dove il Re, la Regina e gli altri membri della famiglia Reale facevano loro delle visite frequenti. Il duca e la duchessa amavano, a volte, fare dei viaggi nella loro proprietà di La Rivière, che era allora un grazioso nido straripante di vegetazione ai bordi della Senna, sulle colline ridenti della foresta di Fontainebleau.

Il 17 novembre 1748 nacque Jean-Marie de Bourbon, titolato duca di Châteauvillain. Con l’arrivo di tre principi tutto sembrava consolidare l’edificio della continuazione della razza. Un anno dopo la nascita del duca di Châteauvillain, quasi giorno dopo giorno, muore il 13 novembre 1749 il primogenito duca di Rambouillet. Presto passa a miglior vita, all’età di un anno e mezzo il quarto figlio, Vincent-Marie-Louis de Bourbon, conte de Guingamp nato il 22 giugno 1750; al quale seguì Marie-Louise de Bourbon, Mademoiselle de Penthièvre nata il 18 Ottobre 1751 che aveva appena compiuto i suoi due anni.

Il 13 marzo 1753 nasce Louise-Marie-Adélaïde, detta Mademoiselle d’Yvoy.

Il 30 aprile 1754 la duchessa de Penthièvre muore a sua volta, martire della maternità, dando alla luce il suo settimo figlio: Louis-Marie-Félicité de Bourbon, nato e battezzato il 29 aprile 1754 e sopravvissuto alla madre di poche ore. La notizia della morte della duchessa diffuse una costernazione generale, nel momento in cui il convoglio funebre partì dall’Hotel de Toulose, tutta la Place des Victoires si trovava coperta da una folla immensa. Il suo corpo e quello di suo figlio furono trasportati nella tomba di famiglia a Rambouillet.

Così dal 1749 al 1754, vale a dire meno di cinque anni, il duca di Penthièvre perse tre figli e la degna compagna della sua vita, colei che lo comprendeva così bene, che era l’eco dei suoi pensieri, delle sue preghiere e che prendeva parte alle sue opere buone. Nel duca si risvegliò più viva la fede e si ritirò all’abbazia di La Trappe in austera solitudine e poi, troppo debole ancora per ritornare sui suoi passi e rivedere i luoghi e gli oggetti che ricordavano la moglie, fuggì in Italia. Viaggiò in incognito sotto il nome di Conte de Dinan.
Arrivato a Roma scese e alloggiò alla dimora dell’Ambasciatore di Francia, dove il conte de Stainville, gli fece un ricevimento degno del suo nome. Dopo qualche tempo di soggiorno nella città eterna, il principe si recò a Napoli e poi a Modena, patria di sua moglie fu quella l’ultima tappa di questo viaggio che durò diversi anni.

Infine il duca de Penthièvre lasciò l’Italia per ritornare in Francia, dove un nuovo lutto lo aspettava. Sua madre, che adorava, morì il 30 settembre 1766 e sembrò arrivare in tempo per raccogliere il suo ultimo sospiro. Ormai aveva attorno a lui solo due figli, resti della sua numerosa e fiorente famiglia. Verso quest’epoca il duca ricominciò a visitare la sua cara casa di La Rivière e spesso portava suo figlio con sé. Al principe non piaceva solo il luogo ma apprezzava la vicinanza al castello des Pressoirs, abitato dal visconte e la viscontessa de Castellane la cui amabile società e la conversazione istruttiva sorridevano al suo spirito e al suo cuore.

Il principe di Lamballe era l’unico maschio rimasto al duca e in cui riponeva le speranze della sua razza. Si occupò presto del suo matrimonio, visto che il rampollo sembrava naturalmente leggero e aveva già ceduto a cattive influenze. Dandogli una compagna stimabile, il duca pensava di porre fine ai vizi del figlio e assicurargli una futuro felice. A questo riguardo tutto sembrava assecondare le sue mire dato che, avendo domandato a Luigi XV una moglie a sua scelta, ricevette dal Re l’offerta della mano di una principessa di casa Savoia.

Edited by Liselotte von der Pfalz - 6/6/2015, 17:09
 
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